Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Scambio di Coppia

Maspalomas


di Membro VIP di Annunci69.it Victor69
23.10.2026    |    1.679    |    0 9.3
"Stefania era tra Luca e Lorena, con la testa sulla spalla di Luca e la mano di Lorena sulla sua pancia..."
La Spiaggia Nudista
Dicembre aveva portato il freddo e la nebbia sulle montagne. Luca, quarantacinque anni, contabile con la passione per il trekking, guardava fuori dalla finestra con un'espressione che Stefania conosceva bene. Lei, quarantatré, fisioterapista, lo osservò da dietro, appoggiata allo stipite della porta. "Lo so cosa stai pensando", disse. Luca si voltò. "E cosa?" "Che vuoi scappare. Che sei stanco di questo grigiore, di questo silenzio, di questa vita che scorre sempre uguale." Luca sorrise, ma era un sorriso stanco. "Mi conosci così bene." Stefania si avvicinò e gli mise le mani sulle spalle. "Per questo ti propongo una cosa. Andiamo alle Canarie. Una settimana. Solo noi due." Luca la guardò, e per la prima volta da settimane, i suoi occhi si illuminarono. "Quando?" "Domani. Prendiamo un volo last minute. Non serve preparare niente, lì fa caldo." Luca la prese per la vita e la attirò a sé. "Sei seria?" Stefania annuì. "Non sono mai stata più seria."

Il giorno dopo erano in aeroporto. Stefania indossava un vestito leggero, Luca una camicia di lino. Durante il volo, si tennero per mano, e guardarono le nuvole sotto di loro. Quando l'aereo cominciò a scendere, videro il mare, di un blu che non vedevano da anni, e la costa dorata. L'albergo era una struttura bianca a più piani, con palme intorno alla piscina e un buffet che prometteva abbondanza. La camera aveva un balcone che dava sul mare. Stefania aprì la finestra e respirò a fondo. "Senti", disse. "Senti il profumo del sale."

Si cambiarono in fretta: costumi, infradito, occhiali da sole. Poi uscirono, attraversarono la piscina, e presero il sentiero che portava alla spiaggia. La spiaggia di Maspalomas era immensa, con la sabbia dorata e le dune che si alzavano come montagne. Camminarono per un po', godendosi il calore del sole sulla pelle, il suono delle onde, la sensazione di essere lontani da tutto. Dopo una ventina di minuti, Luca notò qualcosa. "Guarda", disse, indicando con il mento. Stefania guardò, e vide un gruppo di persone, uomini e donne, completamente nudi, che prendevano il sole, che giocavano a racchettoni, che camminavano lungo la riva. "Siamo finiti in una spiaggia nudista", disse Stefania, con un tono che non sapeva se fosse sorpreso o divertito. Luca la guardò. "E?" Stefania sorrise, e per la prima volta da mesi, ci fu qualcosa di giocoso nel suo sguardo. "E niente. Diciamo che non è la fine del mondo."

Trovarono un punto sulla sabbia, non troppo vicino alla folla ma nemmeno isolato, e stesero i teli. Luca si sdraiò, Stefania si sedette accanto a lui, con le ginocchia piegate, guardando il mare. Dopo un po', una coppia si avvicinò e si sdraiò poco distante da loro, completamente nuda. Luca, senza farsi vedere, li osservò. L'uomo era sulla cinquantina, abbronzato, con un fisico che parlava di anni di sport. La donna, più o meno della stessa età, aveva un corpo curato, con le forme che il tempo non aveva rovinato. Era rasata, completamente liscia, e Luca sentì qualcosa muoversi sotto il costume. Stefania, dal canto suo, aveva notato l'uomo. Il suo cazzo era di una misura notevole, spesso, con i testicoli che pendevano pesanti. Lo guardò, senza nascondere il suo interesse, e sentì un calore che le saliva dal basso ventre.

Dopo un po', Stefania decise di fare la prima mossa. Si alzò, si avvicinò alla donna, e sorrise. "Ciao", disse. "Mi chiamo Stefania. Siamo arrivati oggi." La donna alzò lo sguardo, e sorrise. "Ciao Stefania", disse. "Io sono Lorena. Noi siamo qui da tre giorni." Stefania si sedette sulla sabbia, senza chiedere il permesso. "E questo è tuo marito?" chiese, indicando l'uomo. Lorena annuì. "Roberto. Siamo sposati da vent'anni." Roberto tese la mano a Stefania. "Piacere. E quello laggiù è tuo marito?" Stefania guardò Luca, che era rimasto sdraiato sul telo, e sorrise. "Sì", disse. "Quello è Luca." Roberto lo salutò con un cenno della mano, e Luca rispose, alzandosi e avvicinandosi. Si strinsero la mano, e per un po' parlarono del più e del meno: del viaggio, dell'albergo, del tempo. Ma sotto le parole, c'era qualcosa di più, una corrente sotterranea che nessuno nominava, ma che tutti sentivano.

Fu Lorena a rompere il ghiaccio. "Voi due", disse, con la sua voce calma, "sembrate una coppia che si vuole bene ma che ha perso la strada." Stefania arrossì. Luca abbassò lo sguardo. Ci fu un silenzio lungo, scomodo, vero. "Forse", disse Stefania, "abbiamo dimenticato come si fa." Roberto annuì, lentamente. "Capita", disse. "A noi è capitato. E poi abbiamo trovato un modo per ricordarcelo." Luca lo guardò, con una curiosità che non riusciva a nascondere. "Che modo?" Roberto e Lorena si scambiarono uno sguardo, e in quello sguardo c'era una storia che non avevano mai raccontato a nessuno. Poi Lorena disse, con la stessa calma di prima: "Abbiamo imparato che il corpo ricorda quello che la testa dimentica. E che a volte, per ritrovarsi, bisogna perdersi un po'."

La conversazione si fece più intima. Parlarono di desideri, di paure, di cose che non avevano mai detto a nessuno. Stefania confessò che si sentiva invisibile, che Luca la guardava senza vederla. Luca ammise che aveva paura di non essere più all'altezza, che il suo corpo non era più quello di una volta. Roberto lo ascoltò, e poi disse, con una semplicità che lo sorprese: "Anche io ho paura, a volte. Ma poi Lorena mi prende la mano, e la paura diventa più piccola." Il pomeriggio passò, il sole cominciò a scendere, e l'aria si fece più fresca. Roberto propose di andare a prendere qualcosa da bere al bar dell'hotel, e tutti accettarono. Si alzarono, si rivestirono alla meno peggio, e presero la strada verso l'albergo. Al bar, seduti a un tavolo all'ombra, ordinarono cocktail e stuzzichini. La conversazione continuò, più leggera, più rilassata. Ridevano, si toccavano le braccia, si guardavano negli occhi. E quando il sole tramontò, e le luci dell'hotel si accesero, nessuno voleva andare via. "Perché non ceniamo insieme?" propose Lorena. "Il buffet è buono, e la compagnia è migliore." Stefania guardò Luca, e per la prima volta da anni, non vide esitazione nei suoi occhi. Vide qualcos'altro, qualcosa che non sapeva nominare, ma che le fece battere il cuore. "Andiamo", disse Luca. E le prese la mano.

La Stanza
Cenarono al buffet dell'hotel, seduti a un tavolo vicino alla finestra, con le luci della piscina che si riflettevano sul vetro. Mangiarono pesce, riso, verdure grigliate, e bevvero vino bianco, fresco, che scendeva giù leggero. Parlarono di cose semplici: del lavoro, dei viaggi che avevano fatto, dei posti che volevano vedere. Lorena raccontò di quando faceva l'infermiera in un pronto soccorso, delle notti passate a cucire ferite e a calmare la gente. Roberto parlò degli anni da insegnante di educazione fisica, dei ragazzi che non ascoltavano, delle palestre che puzzavano di sudore e di gomma. Luca e Stefania ascoltavano, e per la prima volta da molto tempo, si sentivano parte di qualcosa. Non erano più solo loro due, chiusi nel loro silenzio. C'erano altre persone, altre storie, altri corpi.

Quando il buffet cominciò a svuotarsi, e i camerieri iniziarono a sparecchiare i tavoli vicini, Lorena guardò Stefania e disse: "Avete già visto la vostra camera?" Stefania scosse la testa. "Solo di sfuggita. Abbiamo lasciato le valigie e siamo usciti subito." Lorena sorrise. "La nostra è al terzo piano, con la vista sul mare. È carina. Se volete, dopo vi facciamo vedere la nostra." Stefania sentì un calore che le salì dal petto. "Sì", disse. "Volentieri."

Si alzarono, presero l'ascensore, salirono al terzo piano. La camera di Lorena e Roberto era identica alla loro: letto matrimoniale, comodini, un armadio, un balcone. Ma c'era qualcosa di diverso. L'aria era più densa, più carica. I vestiti erano sparsi su una sedia, i costumi appesi al bagno, e sul comodino c'era una bottiglia di olio per massaggi. Lorena chiuse la porta dietro di loro. Il clic della serratura fu un suono che tutti sentirono. "Ecco", disse Lorena, con la voce calma. "Questa è la nostra stanza." Stefania si guardò intorno, e poi guardò Luca. Lui la guardò, e per un attimo ci fu un silenzio che diceva tutto.

Roberto si avvicinò a Stefania e le posò una mano sulla spalla. "Posso?" chiese. Stefania annuì, senza parlare. Roberto le accarezzò la spalla, poi il collo, poi i capelli. Fu un tocco leggero, quasi timido, ma che fece venire la pelle d'oca a Stefania. Lorena, intanto, si era avvicinata a Luca. Gli prese il viso tra le mani e lo guardò negli occhi. "Hai paura?" chiese. Luca deglutì. "Un po'", disse. "Anche io", disse Lorena. "Ma la paura passa. Se ci lasciamo andare." E lo baciò. Fu un bacio lento, profondo, che Luca non si aspettava. Le labbra di Lorena erano morbide, calde, e sapevano di vino. Luca chiuse gli occhi e si lasciò andare, sentendo le mani di Lorena che gli scendevano lungo il collo, le spalle, il petto.

Stefania, intanto, sentiva le mani di Roberto che le slacciavano il vestito. Lo guardò, e lui sorrise. "Posso?" chiese di nuovo. Stefania annuì, e il vestito cadde a terra. Rimase in reggiseno e mutandine, e Roberto la guardò con un'espressione che non era né giudizio né desiderio cieco. Era ammirazione. "Sei bellissima", disse. Stefania arrossì. "Non ci credo", disse. Roberto le prese il mento e la fece guardare negli occhi. "Io sì", disse. E la baciò. Il bacio di Roberto era diverso da quello di Luca. Più sicuro, più deciso, ma anche più gentile. Stefania sentì le sue mani che le slacciavano il reggiseno, e il fresco dell'aria sulla pelle. Poi sentì le sue labbra scendere lungo il collo, il petto, e fermarsi su un seno. Stefania chiuse gli occhi e si abbandonò. Sentì la lingua di Roberto che le circondava il capezzolo, che lo succhiava, che lo mordeva dolcemente. Un brivido le percorse la schiena, e si accorse che le mutandine erano già bagnate.

Sul letto, intanto, Lorena aveva spinto Luca a sedersi e gli stava slacciando i pantaloni. Luca la guardò, con un misto di desiderio e di imbarazzo. Il suo corpo non era più quello di vent'anni prima. Ma Lorena non sembrava curarsene. "Ti prego", disse. "Non pensare. Sentire." E gli abbassò i pantaloni. Il cazzo di Luca era già duro, e Lorena lo prese in mano con una delicatezza che lo sorprese. Lo guardò, lo accarezzò, e poi lo prese in bocca. Luca gettò la testa all'indietro e gemette. La bocca di Lorena era calda, umida, e sapeva esattamente cosa fare. Lo succhiava lentamente, con il ritmo che saliva e scendeva, e Luca sentiva che stava perdendo il controllo.

Sul letto, Stefania era sdraiata, con Roberto che le aveva tolto le mutandine e le stava baciando l'interno delle cosce. Stefania sentiva il suo respiro caldo sulla pelle, e poi la sua lingua che le sfiorava la figa, appena, come un assaggio. "Ti piace?" chiese Roberto, con la voce roca. "Sì", disse Stefania, con un filo di voce. Roberto sorrise, e poi la leccò. Lentamente, dal basso verso l'alto, con la lingua piatta che le premeva sul clitoride. Stefania inarcò la schiena e afferrò le lenzuola. Era da mesi che non sentiva qualcosa di così intenso.

Sul bordo del letto, Lorena continuava a succhiare Luca, che ormai era completamente nudo. Le sue mani erano tra i capelli di Lorena, e la guidava, senza forzarla, ma senza nascondere il suo piacere. Poi Lorena si fermò, e lo guardò. "Vuoi venire?" chiese. Luca annuì, senza fiato. Lorena sorrise. "Allora vieni qui", disse. E lo spinse sul letto, accanto a Stefania.

Roberto si era spostato, e ora guardava Stefania, che era sdraiata sul letto, con le gambe aperte, completamente nuda. Il suo corpo era bello, con i fianchi morbidi e il seno che si alzava e si abbassava con il respiro. "Posso?" chiese Roberto, indicando la sua figa. Stefania annuì, e Roberto si chinò su di lei. La leccò di nuovo, con più intensità, e Stefania sentì che stava per venire. Chiuse gli occhi, e si lasciò andare.

Luca, intanto, era sopra di lei, e la guardava. Stefania aprì gli occhi e lo vide. C'era qualcosa di diverso nel suo sguardo. Non era più il Luca stanco e silenzioso. Era un uomo che la desiderava. "Ti amo", disse Luca. Stefania sentì un nodo alla gola. "Anche io", disse. E lo attirò a sé. Luca la baciò, e poi la penetrò. Lentamente, con un gemito che gli uscì dal petto. Stefania sentì il suo cazzo che entrava in lei, e chiuse gli occhi. Era da tanto che non lo sentiva così. Era da tanto che non si sentiva così.

Sul letto accanto, Lorena e Roberto si erano sdraiati, e si guardavano. Lorena prese la mano di Roberto e la strinse. "Va tutto bene", disse. Roberto annuì, e la baciò.

La Notte
La notte continuò, ma non fu una notte di acrobazie. Fu una notte fatta di piccoli gesti, di corpi che si cercavano, di mani che esploravano, di bocche che assaggiavano. Stefania era sdraiata sul letto, con le gambe aperte, e Roberto era tra di loro, con la testa china sulla sua figa. La leccava con una lentezza che la faceva impazzire, alternando la lingua al clitoride con le dita che le entravano dentro, che la riempivano, che la facevano gemere. Luca, intanto, era stato preso da Lorena, che lo aveva spinto a sdraiarsi e gli era salita sopra. Lo guardò, con un sorriso che era insieme dolce e malizioso, e poi si abbassò su di lui, facendolo entrare in lei. Luca gemette, e afferrò i fianchi di Lorena. Lei cominciò a muoversi, lentamente, con un ritmo che saliva e scendeva, e Luca sentiva che stava perdendo la testa. La guardò, con i suoi occhi che brillavano, e per un attimo pensò a Stefania. Ma Stefania era lì, a pochi centimetri, con Roberto che la stava facendo venire.

Stefania venne con un gemito che le uscì dal petto, e Roberto la tenne, senza fermarsi, fino a quando i suoi spasmi non si calmarono. Poi si sollevò, e la guardò. "Sei bellissima", disse di nuovo. Stefania sorrise, e lo attirò a sé. "Vieni qui", disse. "Voglio sentirti." Roberto si chinò su di lei, e la penetrò. Stefania sentì il suo cazzo, più grosso di quello di Luca, che la riempiva, e chiuse gli occhi. Era un'esperienza diversa, ma non meno intensa. Roberto si muoveva con un ritmo deciso, ma senza fretta, e Stefania si abbandonò. Sul letto accanto, Lorena era ancora sopra Luca, e il suo ritmo stava accelerando. Luca sentiva che stava per venire, ma non voleva che finisse. Le prese i fianchi e cercò di rallentarla, ma Lorena sorrise e scosse la testa. "No", disse. "Vieni con me." E Luca venne, con un gemito che gli uscì dal profondo, mentre Lorena lo cavalcava, con il suo corpo che tremava.

Quando finirono, erano tutti e quattro sdraiati sul grande letto, intrecciati, con la pelle sudata e il respiro che piano piano si calmava. Stefania era tra Luca e Lorena, con la testa sulla spalla di Luca e la mano di Lorena sulla sua pancia. "Come stai?" chiese Luca. "Bene", disse Stefania. "Per la prima volta da molto tempo, bene." Lorena si girò e la baciò sulla fronte. "Domani", disse, "ci vediamo a colazione?" Stefania sorrise. "Sì", disse. "Ci vediamo a colazione." E si addormentarono, tutti e quattro, nel grande letto, con il suono del mare che entrava dalla finestra aperta.

La Colazione
La mattina dopo, si svegliarono tardi. La luce filtrava attraverso le tende, e l'aria sapeva di pulito. Si vestirono in fretta, senza parlare molto, e scesero nel salone della colazione dell'hotel, che era affollato come tutti i saloni della colazione del mondo. C'erano famiglie con bambini, coppie di anziani, ragazzi con lo zaino. Il rumore delle tazze, il profumo del caffè, la fila davanti al banco delle uova. Stefania e Luca si sedettero a un tavolo vicino alla finestra, con Lorena e Roberto. Ordinarono cappuccini e cornetti, e per un po' nessuno parlò. Poi Stefania guardò Luca, e sorrise. Un sorriso vero, questa volta. "Come stai?" chiese lui. "Bene", disse lei. "Per la prima volta da molto tempo, bene." Lorena e Roberto si scambiarono uno sguardo, e Roberto alzò la tazza. "Alla prossima", disse. "Alla prossima", risposero gli altri.

Quando uscirono dall'hotel, per strada, Luca prese la mano di Stefania. E lei gliela strinse. Camminarono in silenzio per un po'. Poi Luca disse: "Non so cosa sia successo ieri sera. Ma non voglio che finisca." Stefania lo guardò, e sorrise. "Nemmeno io", disse. E così, senza sapere dove li avrebbe portati, decisero di scoprirlo insieme.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.3
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Maspalomas:

Altri Racconti Erotici in Scambio di Coppia:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni